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Pre-match · Serie A 2026/27 · Opponent scouting

Napoli–Como: chi decide il controllo della partita.

Il Como di Fàbregas non è soltanto una squadra che tiene il pallone. Usa il possesso per spostare il gioco lontano dalla propria porta, pressare subito dopo la perdita e ridurre il volume offensivo avversario. Per il Napoli la sfida sarà imporre dove si gioca, superare la prima pressione e proteggere i secondi immediatamente successivi a ogni palla persa.

Control & Territory · Como 2025/26
Como 2025/26 nel quadrante Possession & Territory della Serie A
FIG. 01 · Il Como 2025/26 si colloca nel quadrante “Control & Territory”: tanto possesso e un volume alto di palloni portati nell'ultimo terzo. Il pallone serve a creare, ma anche a spostare stabilmente la partita lontano dalla propria porta.

Quattro numeri per leggere la sfida.

61,6%possesso medio Como 2025/26
8,85PPDA: pressione molto aggressiva
57%buildup di agosto oltre metà campo
0,51set-piece xG /90 nel 2025/26

Il Como che arriva al Maradona non va letto come una semplice squadra di possesso. Il pallone, per la squadra di Fàbregas, non è soltanto un modo per costruire occasioni: è soprattutto un modo per controllare la partita.

Lo raccontano bene i numeri della scorsa Serie A. Quarto posto, 61,6% di possesso medio, 87,4% di precisione nei passaggi, 1,43 NPxG/90 e 1,71 gol/90. Ma il dato forse più interessante è un altro: il Como è stato anche la squadra con il PPDA più basso del campionato, 8,85 — un valore basso indica una pressione più aggressiva — e una di quelle che hanno concesso meno tiri, appena 8,97 ogni 90 minuti.

Tradotto in campo: il Como usa il pallone per tenere il gioco lontano dalla propria porta e, quando lo perde, cerca di riprenderselo in fretta prima che tu possa respirare.

Il possesso serve anche a proteggersi

Il primo punto da fissare è questo: il possesso del Como non è decorativo. Non serve soltanto a mostrare qualità tecnica o ad accumulare passaggi. Serve a decidere dove si gioca.

Con il suo 4-2-3-1, usato in 34 partite su 38 nella scorsa stagione, il Como ha spesso costruito partite in cui l'avversario toccava meno palloni in zone comode e aveva meno tempo per organizzarsi. Quando una squadra tiene il pallone così bene, infatti, non attacca soltanto: si protegge. Gioca più lontano dalla propria area, difende meno all'indietro e può pressare subito dopo ogni perdita.

Per il Napoli questa è già una prima chiave. Domenica potrebbe anche non contare tantissimo chi finirà con il dato di possesso più alto. Potrebbe contare molto di più chi riuscirà a dare al possesso il proprio ritmo: il Como per rallentare e controllare, il Napoli per uscire dalla pressione e attaccare con più spazio.

Il Como usa il pallone per attaccare, ma anche per difendersi meglio.

Il nuovo Como sembra ancora più paziente

C'è poi un primo segnale interessante della nuova stagione. Va letto con prudenza, perché arriva da una sola partita, ma il confronto tra Udinese–Como di aprile 2026 e Udinese–Como di agosto 2026 suggerisce un Como ancora più sicuro nella prima costruzione.

Ad aprile il Como aveva prodotto 477 passaggi, con buildup medi da 7,4 secondi e 3,1 passaggi completati per sequenza. Il 46% delle sequenze arrivava almeno nella metà campo avversaria e il 42% finiva con una perdita di possesso.

Ad agosto il quadro cambia parecchio: 614 passaggi, buildup medi da 11 secondi, 5,1 passaggi completati per sequenza, 57% di sequenze arrivate almeno oltre metà campo e appena 13% concluse con una perdita.

Non basta per dire che il Como 2026/27 sarà sicuramente questo per tutto l'anno. Però basta per dire che il primo indizio va nella direzione di una squadra ancora più paziente, meno frenetica e più pulita nel primo pezzo dell'azione.

Aprile 2026 Buildup progression del Como contro l'Udinese ad aprile 2026
Agosto 2026 Buildup progression del Como contro l'Udinese ad agosto 2026
FIG. 02 · Stesso avversario, primo segnale diverso. Ad agosto il Como impiega più tempo e più passaggi nella prima costruzione, raggiunge più spesso la metà campo avversaria e perde molti meno possessi rispetto alla gara di aprile.
Primo segnale del 2026/27: meno perdite, più pazienza, più controllo del primo possesso.

Non verrà soltanto a difendersi

Anche il precedente al Maradona aiuta a togliere un equivoco. Il Como ha già mostrato di non voler interpretare questa trasferta come una semplice gara di sopravvivenza.

Nello 0-0 del precedente Napoli–Como, infatti, il Como ha chiuso con 506 passaggi contro 426, con una precisione superiore — 84,6% contro 81,0% — e con un equilibrio quasi perfetto nei tiri, 13-13. Nel primo tempo il segnale era stato ancora più chiaro: 228 passaggi contro 177 e 9 tiri contro 6.

Questo non va usato per descrivere il Napoli attuale, perché nel frattempo la guida tecnica è cambiata. Va usato, invece, per descrivere il coraggio competitivo del Como: Fàbregas ha già dimostrato di non voler venire al Maradona solo per abbassarsi e resistere.

Va ricordato anche che quel pomeriggio Morata sbagliò un rigore. Il precedente non dice che il Como abbia meritato di più; dice però che è stato capace di stare dentro la partita con personalità, anche in un contesto teoricamente sfavorevole.

Con il recupero cambia subito velocità

Se con il pallone il Como può essere paziente, senza pallone sa anche cambiare ritmo molto in fretta. Nelle due gare contro l'Udinese le sue offensive transitions durano in media circa 5-6 secondi, con appena 1,2 passaggi completati.

È un dato utile perché racconta bene la natura della minaccia: non tante transizioni lunghe e manovrate, ma attacchi molto rapidi nei pochi secondi in cui l'avversario è ancora aperto.

La gara con la Juventus offre l'esempio più utile per preparare Napoli–Como. Su un corner offensivo della Juventus, il Como respinge, Sergi Roberto recupera e la palla passa rapidamente da Perrone a Da Cunha e poi Caqueret, fino al gol. Tutto in circa otto secondi.

FIG. 03Da corner avversario a gol in circa otto secondi.
~8 s
01Corner JuventusComo respinge
02Sergi Robertorecupero
03Perroneprima uscita
04Da Cunhaverticalizza
05Caqueretgol

Un corner a favore può trasformarsi rapidamente in un attacco contro. È qui che conta la rest defence: come il Napoli resta coperto mentre sta attaccando.

Sequenza identificata nei dati evento con Match Explorer e semplificata qui per la lettura.

Contro il Como, anche un corner offensivo va protetto bene: il pericolo può nascere subito dopo la respinta.

La finestra si apre dopo una perdita centrale

Qui serve precisione, perché sarebbe troppo facile dire in modo generico che il Como soffre le transizioni. I dati, così, non lo dimostrano.

La lettura più corretta è un'altra: quando il Como perde palla centralmente mentre la sua struttura è ancora aperta per il possesso, esiste una breve finestra prima che riesca a ricompattarsi. Non è una debolezza permanente; è un momento preciso della partita da riconoscere e attaccare in fretta.

La prima giornata contro l'Udinese offre un esempio molto chiaro. Nico Paz perde palla in zona centrale e, prima che il Como riesca a richiudere gli spazi, l'Udinese attacca subito in verticale. Circa otto secondi dopo l'azione termina con il gol di Kamara.

FIG. 04Perdita centrale, otto secondi per colpire.
~8 s
01Nico Pazperdita centrale
02Udineseattacco verticale
03Como apertotempo per ricompattarsi
04Kamaragol

La vulnerabilità non è la transizione in generale: è il breve intervallo tra una perdita centrale e il momento in cui il Como riesce a ricostruire la propria struttura difensiva.

Sequenza identificata nei dati evento con Match Explorer e semplificata qui per la lettura.

È proprio qui che il profilo dei giocatori del Napoli può diventare importante. Kevin De Bruyne, per esempio, è uno di quei giocatori capaci di riconoscere una difesa ancora aperta prima che abbia il tempo di sistemarsi: può ricevere e giocare in avanti in pochi tocchi, oppure trovare subito il passaggio che porta l'azione oltre la prima riaggressione.

Contro il Genoa è entrato dalla panchina e ha inciso nel finale. Non significa che debba necessariamente partire titolare contro il Como, né che la partita dipenderà da lui. Ma se si apriranno situazioni come quella vista contro l'Udinese, la sua velocità di lettura può diventare un'arma molto adatta al matchup.

Il discorso, naturalmente, non riguarda solo De Bruyne. I primi segnali del nuovo Napoli mostrano anche Lobotka importante come riferimento interno della costruzione e Di Lorenzo utile per portare la palla più avanti sulla destra. Contro una pressione aggressiva, la qualità del primo passaggio e la capacità di trovare subito l'uomo libero dentro il campo possono decidere se il Como riesce a riaggredire o se viene costretto a correre verso la propria porta.

La finestra è breve: recuperare centralmente non basta. Il Napoli deve riconoscere subito il momento in cui il Como è ancora aperto e giocare in avanti prima che possa ricompattarsi.

Gli uomini che danno forma alla circolazione

Dentro questa struttura ci sono tre nomi da seguire con particolare attenzione.

Il primo è Nico Paz. Ridurlo a semplice assist-man sarebbe limitante. Paz partecipa alla costruzione, si muove tra le linee, ma viene anche portato con frequenza alla conclusione. Nel precedente Napoli–Como ha registrato 53 passaggi e 4 tiri; contro l'Udinese 2026/27 è arrivato ancora a 4 tiri ed è rimasto molto coinvolto nelle sequenze che terminano con una conclusione.

Napoli–Como Profilo delle ricezioni offensive di Nico Paz nel precedente Napoli-Como
Udinese–Como 2026/27 Profilo delle ricezioni offensive di Nico Paz contro l'Udinese nel 2026-27
FIG. 05 · Cambia la partita, ma resta riconoscibile la zona di influenza di Nico Paz: riceve soprattutto dentro il campo e diverse delle sue ricezioni fanno parte di sequenze che arrivano fino al tiro.

Accanto a lui c'è poi il ballottaggio tra Luis Milla e Da Cunha. Sotto il profilo tattico il cambio non dovrebbe stravolgere il Como: entrambi possono dare continuità alla circolazione, muoversi nelle stesse connessioni interne e accompagnare l'azione tra centrocampo e trequarti.

Con Milla cambia soprattutto un dettaglio importante: il peso sui piazzati. Contro l'Udinese 2026/27 ha tentato 89 passaggi e prodotto 5 key pass, ma 4 di quei 5 sono arrivati da corner. Per questo va letto più come riferimento della circolazione e specialista delle palle inattive che come principale creatore open play.

Máximo Perrone resta invece uno dei riferimenti più stabili del possesso. Contro l'Udinese ha giocato 49 passaggi, 46 completati; nella scorsa stagione aveva registrato 65 passaggi contro il Napoli, 60 contro la Juventus e 54 contro l'Udinese.

Paz dà peso offensivo, Perrone dà continuità e Milla o Da Cunha completano le connessioni interne: cambiare interprete può modificare qualche dettaglio, ma non il principio del Como.

Il pericolo continua dopo il primo pallone

C'è poi una chiave da non sottovalutare: le palle inattive. Il Como 2025/26 ha prodotto 0,51 set-piece xG ogni 90 minuti, terzo dato della Serie A.

Anche la prima giornata lo conferma. Il gol contro l'Udinese nasce da corner di Luis Milla, tiro di Chalobah, parata di Okoye e tap-in di Douvikas sul rebound. È una sequenza utile perché ricorda una cosa semplice: contro il Como non basta difendere il primo pallone. Bisogna vincere anche il secondo.

FIG. 06Il piazzato continua dopo la prima conclusione.
2ª fase
PRIMO PALLONE
Millacorner
Chalobahtiro
Okoyeparata
SECONDA FASE
Palla vivarebound
Douvikasgol

Difendere il corner non basta: contro il Como bisogna difendere anche ciò che succede dopo la prima respinta.

Sui piazzati il pericolo non finisce con il primo intervento: la seconda fase è una delle chiavi della partita.

Le quattro cose da guardare domenica

  1. Dove si gioca?
    Se il Como consolida il possesso, può spostare la partita verso il proprio ritmo. Se il Napoli riesce a tenere il gioco più alto, cambia la geografia del match.
  2. Chi supera la prima pressione?
    Il Como pressa in avanti e lo fa bene. La qualità della prima uscita del Napoli sarà uno dei temi centrali.
  3. Cosa succede nei 5-8 secondi dopo una perdita?
    È la finestra in cui il Como può accelerare dopo un recupero e quella in cui il Napoli può colpire se il Como perde palla centralmente.
  4. Chi vince la seconda fase sui piazzati?
    Corner e seconde palle possono pesare più dei soli tiri totali: il primo duello non chiude necessariamente l'azione. E, più del possesso in sé, domenica conterà chi riuscirà a decidere dove si gioca e quando accelerare.
Dopo la partita

Domenica finisce il pre-match.

Dopo Napoli–Como, il secondo capitolo rileggerà gli stessi temi alla luce di ciò che sarà successo davvero in campo.

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