Monza–Napoli si gioca mercoledì 28 ottobre alle 20:45 al Brianteo, nona giornata di Serie A. Il Napoli arriva dal 3-3 con la Roma: undici punti in otto partite e, in panchina, Landucci, perché Allegri è squalificato. Il Monza di Jurić ha sette punti, con due vittorie, un pareggio e cinque sconfitte; l’ultima a Torino, 3-2, con un’autorete al 94′.
Per leggere questa partita serve una domanda semplice: chi segna per primo? Il Monza non ha mai preso un punto dopo aver subito per primo, in cinque partite su cinque. Il Napoli ha segnato per primo otto volte su undici, ma quando è andato avanti ha spesso smesso di avere il pallone: in quattro di quelle otto partite non ha vinto. Sono due copioni che si incrociano, e il punto in cui si incrociano è il quarto d’ora dopo l’intervallo.
Senza Allegri e con la difesa in emergenza
Il Napoli ha perso altri due difensori. Badiashile, uscito al 51′ con la Roma, ha una lesione di medio grado al retto femorale destro; Spinazzola, entrato al 79′, si è fermato nei minuti finali e ha una lesione di basso grado al bicipite femorale destro. Mancano anche Buongiorno, Favasuli, Alisson Santos e Neres. Dietro torna Rrahmani (13), e in lista ci sono anche Beukema (31) e Marianucci (35), che in campionato non ha ancora giocato. Di Lorenzo (22) aveva preso un colpo al ginocchio contro la Roma, ma è tra i convocati.
Allegri non sarà in panchina: il Giudice sportivo lo ha squalificato per due giornate dopo l’espulsione di sabato, e salta Monza e Juventus. Oggi ha detto di aver rinunciato al ricorso: «Stamattina ho deciso di rinunciare al ricorso». In panchina ci sarà Landucci. Per la formazione, Sky indica un 4-3-3 con Milinković-Savić (32) in porta al posto di Meret: Di Lorenzo, Rrahmani, Marín, Olivera; Lobotka in regia con McTominay e Anguissa; Politano, Højlund e Giovane. De Bruyne e Lang andrebbero in panchina: dopo il Monza ci sono la Juventus e, il 4 novembre, il Porto, e Allegri ha detto che De Bruyne «non può giocare tutte le partite».
Il Monza non ha Pessina, il capitano, e Ziółkowski, e nella lista dei convocati non ci sono né Folorunsho né Maye. Touré e Zeballos sono recuperati; Kouadio, che a Torino ha giocato 30 minuti da acciaccato, lo è di nuovo: «Là dietro siamo già pochi». Jurić dovrebbe confermare il 3-4-2-1: Törnqvist; Goglichidze, Lucchesi e Carboni; Birindelli e Mangas sulle fasce, Akinsanmiro e Foe Ondoa in mezzo; Mota e Robinson dietro Varela. «Varela è intoccabile», ha detto, e «non ho un undici fisso».
Campione dati. L’analisi usa le otto partite di Serie A del Monza, tutte fino a Torino-Monza del 23 ottobre, e le undici del Napoli, otto di Serie A e tre di Champions League. Le avversarie sono molto diverse e il campione è piccolo: sono indizi, non regole.
Il Monza di Jurić, in otto partite
Il Monza ha cominciato con un 1-4 a San Siro contro l’Inter, con tre attaccanti e una difesa a tre, e da lì Jurić è passato al 3-4-2-1 che usa da sette partite. Poi sono arrivate due rimonte quasi riuscite: con l’Udinese, sotto 1-3 all’intervallo, ha chiuso 2-3; con il Lecce, sotto 1-3 dopo ventuno minuti, ha tirato 19 volte contro 7, ha segnato il 2-3 all’89′ e ha perso lo stesso.
Le vittorie sono due: 2-1 al Sassuolo, con due gol di Varela nella ripresa, e 4-0 al Cagliari, dove il Monza ha segnato per primo e non ha più mollato. Le sconfitte sono cinque, e la più istruttiva è l’ultima, venerdì a Torino. Jurić, ex granata, ha detto che «il Toro è stato meglio di noi», ha ricordato un primo tempo in cui «per lunghi tratti abbiamo anche dominato e creato» e ha spiegato la ripresa con l’energia: «Abbiamo perso tanti contrasti». Non pensa a un problema di condizione. L’autorete di Patterson al 94′ ha solo reso il punteggio meno pesante.
Come gioca? Senza grandi estremi. A punteggio pari il suo blocco difensivo sta a 36 metri dalla propria porta e ha il 45% del possesso; non preme in modo aggressivo, lascia 15,7 passaggi prima di ogni intervento; subisce tanti tiri quanti ne fa: 109 contro 107 in otto partite. È una squadra media che concede presto e segna spesso, come dicono i gol: quindici fatti, diciotto subiti.
Chi segna per primo
Il Monza è una squadra che insegue. È stato in svantaggio per quasi metà dei minuti giocati, 357 su 770, e in vantaggio per un sesto. Ha subito per primo cinque volte, con Inter, Udinese, Lecce, Lazio e Torino, e le ha perse tutte. Quando ha segnato per primo, con Parma, Sassuolo e Cagliari, ha preso sette punti su nove.
Parte spesso male: quattro dei 18 gol subiti sono arrivati nei primi quindici minuti, in tre partite diverse. Con l’Inter al 6′, con il Lecce al 3′ e all’11′, con la Lazio al 3′.
Il Napoli è l’opposto: ha segnato per primo otto volte su undici. Ma andare avanti non gli è bastato quattro volte: con l’Inter da 2-0 a 2-3, con la Fiorentina da 1-0 a 1-1, con il Villarreal da 1-0 a 1-3 e con la Roma da 2-0 a 3-3. Il filo comune è il pallone: in vantaggio il Napoli ne cede. Qui il possesso è la quota dei tocchi di ciascuna squadra, e nelle otto partite in cui il Napoli ha avuto minuti sia in vantaggio sia a punteggio pari, quando era avanti ha avuto in media undici punti di possesso in meno; con l’Inter quasi venti, con il Villarreal diciotto, con la Roma sedici.
Anche il Monza, in vantaggio, cede il pallone: diciannove punti in meno con il Parma, dieci con il Sassuolo, quattro con il Cagliari. E quando è in svantaggio non accelera: ha un po’ più di possesso (48% contro 45%) ma tira allo stesso ritmo, un tiro e un terzo ogni dieci minuti.
Il quarto d’ora dopo l’intervallo
Se si contano i tiri per quarti d’ora, la fascia in cui il Napoli sta peggio è quella dopo l’intervallo: tra il 45′ e il 60′ ne subisce 37 e ne fa 24, e l’avversario tira di più in otto partite su undici. Non è l’unica fascia in cui subisce più di quanto faccia, ma è la più netta: tredici tiri di differenza, contro i dieci tra il 60′ e il 75′ e i sei tra il 30′ e il 45′.
Non basta il punteggio a spiegarlo. Succede in tutte e quattro le partite in cui il Napoli era avanti all’intervallo, con Fiorentina, Frosinone, Roma e Bodø: con la Fiorentina i tiri sono stati sei contro uno. Ma succede anche in tre delle cinque partite pari all’intervallo, con Genoa, Inter e Arsenal.
C’è un precedente di sabato. Contro la Roma il Napoli era avanti 2-0; al 58′ Gasperini ha cambiato tre giocatori e per undici minuti il Napoli ha toccato il pallone 24 volte contro le 118 della Roma, fino al 2-1. Lo abbiamo raccontato nel post-match: non è un caso isolato, è il copione più frequente del Napoli quando va avanti.
Lo ha detto anche Allegri, alla vigilia: «Con la Roma abbiamo forzato quando potevamo gestire il possesso, sul 2-0 dovevamo distribuire meglio». E ha citato i numeri: «Nei primi tempi abbiamo subito solo due reti, nel secondo tempo otto gol: questi sono dati su cui migliorare». In campionato è così: due gol subiti nei primi tempi, con il Como al 17′ e al 34′, e otto nei secondi, tre con l’Inter, tre con la Roma, uno con la Fiorentina e uno con il Venezia. Jurić, dalla parte opposta, ha visto la stessa partita: «Contro la Roma, per 60 minuti ho visto un Napoli favoloso».
Per il Monza è la fascia migliore: in quel quarto d’ora fa 20 tiri e ne subisce 15, e ci segna quattro dei suoi quindici gol: Goglichidze al 46′ con la Lazio, Varela al 47′ con il Cagliari, Varela al 47′ con il Torino e Varela al 51′ con il Sassuolo. Non tutte le partite lo confermano: con Inter, Udinese, Parma e Lecce, dopo l’intervallo, ha tirato meno degli avversari.
E il primo quarto d’ora? Il Monza subisce più di quanto faccia, sedici tiri a undici, e ha incassato quattro gol. Il Napoli fa 24 tiri e ne subisce 22, e ha segnato due volte: con il Bodø all’1′ e con il Villarreal all’8′.
Come segna il Monza
Il Monza segna con Varela. Sette dei suoi quindici gol sono suoi, in sette partite giocate, con sedici tiri: il 44%, una percentuale che difficilmente resta così. Otto dei suoi tiri sono grandi occasioni e cinque di testa, anche se vince solo il 29% dei duelli aerei (9 su 31). Con Raimondo del Frosinone è in testa alla classifica dei marcatori.
La palla gli arriva dalle fasce. Birindelli (19) e Mangas (7) fanno 25 dei 82 passaggi chiave del Monza, circa uno su tre, e sono l’ultimo passaggio prima di cinque dei quindici gol: Birindelli di tre, compresi i due da corner, Mangas di due. Sono i due che il Napoli deve controllare senza perdere Varela.
Dietro Varela ruotano Mota, Colpani, Cutrone e Robinson, che tirano molto ma segnano poco: Mota ha 13 tiri in 302 minuti e nessun gol, Robinson 10 tiri e due gol. E il Monza fa gol, ma ne subisce di più: quindici fatti e diciotto subiti in otto partite.
I corner e i duelli aerei
Il Monza subisce molto sui corner. Cinque dei 18 gol subiti nascono da lì: due con il Lecce, al 3′ e all’11′, due con l’Udinese, al 45′ e al 48′, uno con l’Inter al 48′. Ne concede quasi cinque a partita, 38 in otto. Ne ha segnati due, tutti e due subito dopo l’intervallo e su servizio di Birindelli: Goglichidze al 46′ con la Lazio, Varela al 51′ con il Sassuolo.
Il Napoli ne concede di più, 56 in undici partite, ma ne ha subiti tre in gol e tutti tardi: Balerdi con la Roma al 74′, Lautaro con l’Inter all’91′, Fet con il Bodø al 94′. Ne batte quasi cinque a partita, 53 in undici, e ne ha segnati due: Rrahmani con il Villarreal all’8′ e Gilmour con la Fiorentina al 23′.
Sui duelli aerei il Napoli ha un vantaggio e un problema. Rrahmani vince il 68% dei duelli (41 su 60) e McTominay il 60% (12 su 20), ma Marín solo il 36% (10 su 28). I centrali del Monza vincono tra il 43%, Lucchesi, e il 55%, Carboni. Con Badiashile fuori, i corner del Monza arrivano contro una difesa rimaneggiata.
Dove si incastrano gli schieramenti
Il Napoli dovrebbe giocare con il 4-3-3 e il Monza con il 3-4-2-1. Dietro, quattro più il portiere contro tre: Varela e i due trequartisti. Il Monza non è la Roma di Gasperini e non va a prendere i difensori: lascia in media 15,7 passaggi prima di ogni intervento, contro i 10,4 della Roma con il Napoli. Rrahmani, Marín e Lobotka dovrebbero uscire con più tempo.
Sulle fasce il Monza costruisce con Birindelli e Mangas; il Napoli ha Olivera (17) e Giovane (23) a sinistra, Di Lorenzo (22) e Politano (21) a destra. Se Di Lorenzo non gioca, l’alternativa è Marianucci (35): un terzino che in campionato non ha ancora giocato, contro una squadra che costruisce dalle fasce. Al centro, Lobotka (68), McTominay (8) e Anguissa (99) contro Akinsanmiro (14) e Foe Ondoa (8); tra le linee ricevono Mota (47) e Robinson (46), che il Napoli non deve lasciare liberi.
Nota. Questa è una lettura degli schieramenti probabili, non un dato misurato: le formazioni ufficiali possono cambiarla.
Sei giocatori da guardare
Varela (9) ha segnato sette gol su sedici tiri. Per il Monza è la fine dell’azione; per il Napoli è la domanda più grande, con una difesa in emergenza.
Birindelli (19) fa 1,6 passaggi chiave ogni 90 minuti e l’ultimo passaggio prima di tre gol del Monza, due dei quali da corner. Gioca sul lato destro del Monza, cioè a sinistra del Napoli.
Mangas (7) è l’esterno sinistro: 1,7 passaggi chiave ogni 90 minuti, l’ultimo passaggio prima di due gol e un gol suo, a Lecce al 20′.
De Bruyne (11) è il giocatore che crea di più nel Napoli: 3,3 passaggi chiave ogni 90 minuti, quasi il doppio di chiunque altro. Con la Roma non ne ha fatto nessuno in 78 minuti, e per Sky partirebbe dalla panchina. Allegri lo ha spiegato così: «con De Bruyne è più verticale, cambia il campo in un attimo», ma «non può giocare tutte le partite» e «i cambi diventano fondamentali».
Rrahmani (13) torna in difesa e vince il 68% dei duelli aerei, il migliore del Napoli tra chi ne ha almeno venti: contro un Monza che ha tirato di testa 29 volte su 107 è un dato che pesa.
Politano (21) ha tre assist, più di chiunque altro nel Napoli, e con la Roma ha preparato due dei tre gol.
I cinque segnali da guardare mercoledì
Cinque segnali per leggere la partita mentre si gioca, in ordine di tempo: chi va avanti, come comincia il Monza, che cosa succede dopo l’intervallo, i corner, il lato di Birindelli.
Il quarto d’ora dopo l’intervallo
Il Monza è una squadra che insegue e raramente raggiunge: non ha mai vinto una partita in cui ha subito per primo. Se il Napoli segna per primo, e lo ha fatto otto volte su undici, la partita sta dalla sua parte per un tempo. Poi comincia la ripresa, e il Napoli che cede il pallone incontra un Monza che segna subito dopo l’intervallo, con un cross di Birindelli o un corner, contro una difesa rimaneggiata.
Il segnale da guardare: che cosa fa il Napoli, se è avanti, tra il 45′ e il 60′.