Il Lab dell'8
Football intelligence
UEFA Champions League 3ª giornata

Post-match · Analisi della partita

Napoli–Bodø/Glimt 4-3: due tempi, due Bodø.

Per un tempo il Bodø è stato quello di Monaco: un solo tiro e il blocco a 14 metri. Nel secondo è stato quello di Dortmund, con 13 tiri. In mezzo c’è un Napoli che si è abbassato, e una partita decisa da due errori del Bodø e da due cross.

Napoli–Bodø/Glimt 4-3: il gol di Politano dopo 54 secondi, 12 tiri del Napoli nel primo tempo e 5 nel secondo, 2 del Bodø nel primo e 13 nel secondo, il gol di Fet al 94′.
Il Napoli ha vinto 4-3: ha tirato 12 volte nel primo tempo e 5 nel secondo, il Bodø 2 e 13.

Quattro numeri per leggere il 4-3.

54 sdal calcio d’inizio al gol di Politano; il Bodø per 27 minuti non tira
14 → 40 ml’altezza del blocco del Bodø dal primo al secondo tempo; quello del Napoli da 42 a 24
52% → 34%dei tocchi del Napoli, dal primo al secondo tempo; negli ultimi sei minuti il 13%
1,52 – 2,66i gol attesi di Napoli e Bodø secondo Sofascore: il Napoli ha vinto 4-3

Il Napoli arrivava alla terza giornata di Champions a zero punti e con cinque sconfitte in nove partite. Poco prima del calcio d’inizio il direttore sportivo Giovanni Manna aveva detto che l’allenatore «non è assolutamente in discussione». Alla fine il Napoli ha vinto 4-3, il suo primo successo europeo della stagione: due gol di McTominay (8), un gol di Politano (21) e un’autogol di Bjørtuft (4), con il Bodø che ha segnato anche al 94′.

Nel pre-match avevamo scritto che la partita dipendeva da una domanda a cui nessun dato rispondeva: quale Bodø arriva a Napoli? In Champions ne avevamo visti due, quello di Monaco, che difende a 24 metri dalla propria porta, e quello di Dortmund, che sale a 44. Sono arrivati tutti e due, uno per tempo. E, a leggere i numeri, a deciderlo non è stato Knutsen ma il Napoli. Proviamo a capire come, e rileggiamo una per una le previsioni del pre-match: alcune erano giuste, altre no.

Il 4-3-3 che non avevamo previsto

Cominciamo da un errore nostro. Sulla lavagna del pre-match avevamo disegnato un Napoli 3-4-2-1, quello indicato da Sky e dalle ultime partite, e avevamo scritto che McTominay (8) poteva partire dalla panchina. Allegri ha schierato un 4-3-3, con McTominay titolare e De Bruyne (11) davanti alla difesa, a fare il regista, tra McTominay e Anguissa (99), che tornava in campo per la prima volta dal 5 settembre. La stampa norvegese l’ha chiamata una mossa «inattesa».

Allegri l’ha spiegata a Sky a fine partita: «De Bruyne è un giocatore straordinario. Gli ho detto che si sarebbe divertito molto a giocare davanti alla difesa. È un calciatore che ha sia il passaggio corto sia quello lungo».

Ha funzionato subito. Al 54° secondo il Napoli è già avanti: Rafa Marín (16) lancia a sinistra, Spinazzola (37) crossa e Politano (21) arriva al volo in mezzo all’area. Diciassette secondi prima il Bodø aveva perso un pallone nella propria metà campo. Tra le partite che abbiamo analizzato, era la seconda volta, dopo Monaco, che il Bodø subiva per primo.

La lavagna, con le posizioni vere

Nel pre-match avevamo disegnato una lavagna con tre punti di contatto: tre contro due dietro, la fascia destra del Napoli e quattro contro due in mezzo. Questa è la stessa lavagna con le posizioni vere, nell’ora in cui in campo c’erano gli stessi undici di inizio partita, dal 1′ al 60′. Ogni cerchio è un giocatore, con il suo numero di maglia, e sta dove ha toccato più spesso il pallone o è intervenuto. Il Napoli, in azzurro, attacca verso l’alto; il Bodø, in giallo, è disegnato girato, così le due squadre si guardano in faccia. Le tre zone sono i corridoi: destra del Napoli, centro, sinistra del Napoli.

Una precisazione. Sono posizioni medie di tocchi e interventi, non il punto in cui i giocatori stanno quando il pallone è altrove, e due cerchi vicini non provano che quei due si siano marcati. Per questo guardiamo ai corridoi e a chi ha chiuso chi: contiamo come «pressato» un pallone seguito da un intervento dell’avversario entro 6 secondi e 10 metri.

La lavagna con le posizioni vere, dal 1′ al 60′ con gli stessi undici in campo: Helmersen scende al centro, tre contro tre sulla destra del Napoli (Di Lorenzo, Politano, Anguissa contro Bjørkan, Fet, Hauge), quattro azzurri sulla sinistra contro Sjøvold; Fet gioca 7 metri più a sinistra del solito.
La lavagna con le posizioni vere: si vedono i corridoi, non i duelli uno contro uno.

Guardala dall’alto, un corridoio alla volta.

Al centro, un attaccante che scende. Helmersen (9) tocca palla a pochi metri da De Bruyne (11) e da Gundersen (6): è il Bodø che viene a prendersi il pallone, non il centravanti che aspetta. Il Napoli lo chiude: 6 dei suoi 17 palloni sono seguiti da un intervento, il 35%, contro il 7% dei compagni, e cinque volte sono De Bruyne o Anguissa (99). Il quattro contro due in mezzo, invece, non si è visto: il Napoli giocava con tre centrocampisti, De Bruyne al centro e McTominay e Anguissa nei mezzi spazi, e il Bodø aveva Berg (7) in mezzo e Fet (19) spostato a sinistra.

Sulla destra del Napoli, tre contro tre. È il punto del pre-match che ha retto. Di Lorenzo (22), Politano (21) e Anguissa (99) hanno davanti Bjørkan (15), Fet (19) e Hauge (10), che toccano palla nello stesso corridoio. Politano gioca altissimo, 24 metri più in alto di Di Lorenzo, e largo come sempre: a 7 metri dalla linea laterale, come nelle altre partite. Su di lui il Bodø ha fatto quattro interventi, tre di Bjørkan. Fet, invece, non è dove di solito: gioca 7 metri più a sinistra che nelle altre partite, con una variazione normale di 2. È il corridoio da cui il Bodø è entrato di più nell’ultimo terzo, e da cui finiscono due dei suoi tre gol.

Sulla sinistra, quattro azzurri e Sjøvold. Marín (16), McTominay (8), Lang (70) e Spinazzola (37) toccano palla nella zona del terzino destro del Bodø, Sjøvold (20); Auklend (8) gioca più dentro. McTominay è 14 metri più a sinistra del solito, anche se il confronto è su sole tre partite. Lang è il giocatore più pressato del Napoli, 10 palloni su 33, ma gli interventi sono di sei giocatori diversi: Fet tre volte, Sjøvold e Auklend due ciascuno. È il lato da cui il Napoli è entrato di più nell’ultimo terzo, 27 volte su 40.

Il verdetto è a metà. I corridoi si vedono: ogni squadra ha caricato la propria sinistra, il Napoli con quattro giocatori e il Bodø con tre, e le due sinistre hanno fatto la partita. I duelli uno contro uno no: nessun giocatore è stato chiuso sempre dallo stesso avversario. Le uniche coppie che si ripetono sono Bjørkan su Politano (3 interventi su 4) e Anguissa su Helmersen (3 su 6), numeri piccoli.

Il Bodø di Monaco

Da lì, per quasi tutto il primo tempo, il Bodø è quello di Monaco. Il suo primo tiro della partita è il gol del pareggio, al 27′: fino a quel momento passano ventisette minuti senza tirare, con 63 tocchi nell’ultimo terzo ma solo 5 in area, e nello stesso tratto il Napoli tira 8 volte. Per tutto il primo tempo il Bodø difende a 14 metri dalla propria porta: più basso ancora di Monaco, dove erano 24.

Knutsen lo ha detto così: «Nei primi 25 minuti non siamo riusciti a esprimerci al meglio e ci è mancata l’energia necessaria». A TV 2 aveva aggiunto che nel primo tempo la squadra non aveva la forza che pensava di avere.

Il pareggio, però, è un’azione da manuale. Berg (7), Auklend (8) e Fet (19) si passano il pallone dal centro fino al limite dell’area in sei secondi, Fet serve Hauge (10) e Hauge tira. È quello che Allegri ha descritto a fine partita: «Quando siamo vicini alla nostra area, facciamo passare troppo facilmente i palloni all’interno. Non possiamo essere tagliati fuori in quattro con un solo passaggio».

Il Napoli risponde al 41′, con un uno-due: McTominay (8) dà palla a De Bruyne (11) e se la riprende subito in area, tre secondi prima del tiro. È il 2-1, e il primo tempo finisce con 12 tiri del Napoli contro 2 del Bodø.

Il Napoli scende

Nel secondo tempo succede il contrario. Il Bodø passa dal 48% al 66% dei tocchi e da 2 a 13 tiri; il Napoli dal 52% al 34% e da 12 a 5. Il blocco del Bodø sale da 14 a 40 metri, quello del Napoli scende da 42 a 24: le due squadre si scambiano le altezze, come se la partita si fosse rovesciata.

Altezza del blocco: Bodø 14 metri nel primo tempo e 40 nel secondo, Napoli 42 e 24; riferimenti del pre-match: Bodø a Monaco 24 metri, a Dortmund 44.
Il blocco del Bodø e quello del Napoli si scambiano le altezze tra il primo e il secondo tempo.

È il Bodø di Monaco (24 metri) seguito da quello di Dortmund (44): in questa partita il primo è ancora più basso e il secondo quasi identico.

Il punteggio non basta a spiegare la differenza. Con lo stesso risultato, Napoli avanti di un gol, il Bodø ha difeso a 13 metri tra il 1′ e il 27′ e a 43 tra il 41′ e il 62′. È cambiato il Napoli, e con lui il Bodø.

Il Napoli lo ha ammesso. Quando a Sky gli hanno chiesto perché la squadra tende ad abbassarsi dopo il vantaggio, Allegri ha risposto: «Hai perfettamente ragione. È una situazione legata anche alla condizione di alcuni giocatori. Anguissa non giocava dal 5 settembre e ha fatto sessanta minuti. McTominay stasera ha segnato due gol, ma non è ancora il vero Scott. (…) In quei momenti, non avendo le gambe per andare a pressare in avanti e poi tornare indietro, è meglio difendere con il blocco basso».

Nel pre-match avevamo scritto che il Napoli, quando passa avanti, tende a cedere il pallone: il 46% dei tocchi contro il 52% a punteggio pari. Contro il Bodø è successo, e molto di più. A pari il Napoli ha avuto il 50% dei tocchi e ha difeso a 50 metri dalla propria porta; avanti di un gol il 42% e 35 metri; avanti di due, negli ultimi sei minuti, il 13% e 11 metri.

Napoli per punteggio: a pari 50% dei tocchi e blocco a 50 metri, avanti di uno 42% e 35 metri, avanti di due 13% e 11 metri.
Più il Napoli era avanti, meno pallone aveva e più bassa difendeva.

Il Bodø di Dortmund

Dal 41′ al 62′ la partita è del Bodø. Tra il 55′ e il 56′, in 85 secondi, ha due grandi occasioni: Blomberg (11) sbaglia di testa da pochi metri, Auklend (8) trova la parata. Nel frattempo Anguissa è stato ammonito al 48′ e Lang (70) al 58′; al 60′ Anguissa esce ed entra Lobotka (68), mentre McTominay colpisce il legno. Al 62′ il Bodø pareggia: venti secondi di possesso sul lato sinistro, quello che per il Napoli è il destro, e poi Fet (19) serve Helmersen (9) in area.

Nel pre-match avevamo indicato la sinistra del Napoli come il lato debole: il 48% delle entrate avversarie nell’ultimo terzo passava da lì. Questa volta è successo l’opposto. Il Bodø è entrato nell’ultimo terzo il 59% delle volte dalla propria sinistra, cioè dalla destra del Napoli, e il 27% dall’altra parte. Nel quarto d’ora dopo l’ora di gioco, undici entrate su dodici. Il Napoli, invece, ha attaccato soprattutto dalla propria sinistra: 27 entrate su 40. Due fasce sinistre, una contro l’altra.

Il Bodø del secondo tempo non è però quello che preme alto di Dortmund. Il PPDA, cioè quanti passaggi lascia fare prima di intervenire, qui è 29 nel secondo tempo e 38 nel primo, contro 13 a Dortmund. Il Bodø sale con il pallone, non lo va a prendere. In linea con questo, il portiere del Napoli, Meret (1), ha giocato lungo solo 6 volte su 29, il 21%, contro il 74% con l’Inter che pressava: la tendenza del pre-match, più l’avversario preme e più il portiere va lungo, ha retto.

Dieci secondi, ma al contrario

Al 75′ il Bodø ha il 64% dei tocchi negli ultimi tredici minuti ed è la squadra più lunga della partita: 62 metri tra il giocatore più basso e il più alto, contro 35 nella fase precedente. La stampa norvegese scrive che, nelle fasi di dominio del Bodø, il Maradona si era rivoltato contro la propria squadra. Poi Auklend (8) perde palla a una ventina di metri dalla propria porta, Spinazzola (37) lo contrasta, Lang (70) recupera, De Bruyne (11) cambia lato con un lancio e Politano (21) crossa: McTominay (8) segna di testa, battendo Sjøvold (20) nel duello aereo. Dalla palla persa sono passati nove secondi.

È il segnale numero 3 del pre-match, quello dei «dieci secondi dopo ogni palla persa», ma letto al contrario. Il Napoli ha perso 30 palloni nella propria metà campo e il Bodø non ha mai tirato nei dodici secondi successivi. Il Bodø ne ha persi 41 nella propria, e dopo uno di questi ha subito il 3-2.

Il giocatore che ne perde di più è Sjøvold (20): 10 palloni nella propria metà, ed è coinvolto nel 3-2 e nel 4-2. Nel pre-match lo avevamo indicato come il terzino che costruisce di più, 86 passaggi ogni 90 minuti. Knutsen lo ha difeso: «Non capisco certe valutazioni, ho scelto io di schierarlo e mi prendo io le responsabilità». Alla stampa norvegese Sjøvold ha raccontato che l’allenatore gli rimprovera di giocare indietro al portiere, e che quando ha provato qualcos’altro è andata male.

Il «qualcos’altro» è il 4-2. All’88′ Sjøvold, invece di scaricare su Haikin (12), prova il dribbling e perde palla davanti a Giovane (23), entrato da nove minuti. Giovane recupera, la mette in area e Bjørtuft (4) devia nella propria porta. Dal pallone perso passano sei secondi.

E i cross? Nel pre-match avevamo scritto che non era lì che il Napoli poteva vincere: contro il Bodø in Europa ne arrivavano 6 su 42, e il Napoli ne tenta 18 a partita e ne arriva uno su quattro. Stasera ne ha tentati 14 e ne sono arrivati 3, in linea con quei numeri. Ma due sono diventati gol: il cross di Spinazzola (37) per Politano (21) al 1′ e quello di Politano per McTominay (8) al 75′. Knutsen ha detto a TV 2 che il Bodø fatica nei duelli in area e a fermare i cross, e che questa è la forza maggiore del Napoli: «lo sapevamo».

Cinque dietro

Dopo il 3-2 Allegri cambia ancora. Al 79′ fa tre cambi in quattordici secondi: entrano Olivera (17), Giovane (23) e Beukema (31) per Politano (21), Lang (70) e Spinazzola (37). Per i dati il Napoli passa a cinque dietro, un 5-4-1. È un assetto che il pre-match non aveva previsto: a Venezia, sotto, Allegri era passato da tre a quattro dietro; qui, in vantaggio, aggiunge un centrale.

Il 5-4-1 regge. Dal 76′ all’88′ il Bodø ha il 76% dei tocchi e non tira mai. Poi arriva il 4-2 e cambia tutto. Negli ultimi sei minuti il Napoli ha il 13% dei tocchi e difende a 11 metri dalla porta; il Bodø il 87%, con dieci tocchi in area ogni dieci minuti e tre tiri. Knutsen ha cambiato quattro giocatori in diciassette secondi, e un difensore centrale, Bjørtuft (4), è in area avversaria: tira due volte, fuori e sul legno.

Al 94′, dopo due corner in 33 secondi, Fet (19) segna sulla ribattuta. È il 4-3, e al fischio manca circa un minuto. Negli ultimi venti minuti il Napoli non ha tirato mai.

Dal 41′ al fischio finale, dieci momenti: il 2-1 di McTominay, l’ammonizione di Anguissa, le due grandi occasioni del Bodø, il cambio di Anguissa, il 2-2, il 3-2, i tre cambi di Allegri, i quattro di Knutsen, l’autogol e il 4-3 di Fet.
La partita dopo il 2-1, dal 41′ al fischio finale.

Allegri, in conferenza: «Quel che va migliorato è quando siamo vicini alla nostra area, dove siamo ancora un pochino troppo fragili: passano troppe palle tra le linee».

Sette gol, due modi di segnare

Mettendo in fila i sette gol si vede una differenza. Il Napoli ha segnato in fretta: i suoi gol sono costati da uno a sette passaggi dopo un recupero, e tre nascono da una palla persa dal Bodø nella propria metà campo, 17, 9 e 6 secondi prima del gol. Due su quattro finiscono un cross.

I quattro gol del Napoli: Politano al 1′ su cross di Spinazzola, McTominay al 41′ con un uno-due con De Bruyne, McTominay al 75′ di testa su cross di Politano, l’autogol di Bjørtuft all’88′ su un pallone di Giovane.
Gli ultimi passaggi dei quattro gol del Napoli.

Il Bodø ha segnato costruendo. I suoi due gol su azione sono venuti da possessi di nove e dieci passaggi, in venti secondi o più, e il terzo dal secondo pallone di un corner. Fet (19) è in tutti e tre: fa l’ultimo passaggio sul 27′ e sul 62′ e segna il 94′.

I tre gol del Bodø: Hauge al 27′ dopo i passaggi di Berg, Auklend e Fet; Helmersen al 62′ su passaggio di Fet; Fet al 94′ sulla ribattuta del legno di Bjørtuft, dopo un corner.
Gli ultimi passaggi dei tre gol del Bodø.

Meno occasioni, più gol

I numeri di Sofascore dicono che il Bodø ha creato di più: 2,66 gol attesi contro 1,52 e cinque grandi occasioni contro tre. Anche le segnalazioni di Opta contano cinque e tre. Il gol atteso, o xG, dà a ogni tiro un valore tra 0 e 1, in base alla posizione e al tipo di tiro.

Il Napoli ha vinto con meno. Tre dei suoi quattro gol non nascono da una grande occasione: Politano al 1′, McTominay al 41′ e l’autogol. La quarta è la testa di McTominay al 75′. Il Bodø ne ha segnate due su cinque, e le altre tre sono Blomberg (fuori) e Auklend (parato) al 55′ e al 56′, e il legno di Bjørtuft al 94′.

Gol attesi di Sofascore: Napoli 1,52 e quattro gol, Bodø 2,66 e tre gol; grandi occasioni: Napoli 3 (Lang, McTominay due volte), Bodø 5 (Blomberg, Auklend, Helmersen, Bjørtuft, Fet).
Il Napoli ha vinto con meno gol attesi e meno grandi occasioni del Bodø.

Allegri, in conferenza, ha letto la partita al contrario: «Il Napoli è terzo in classifica come expected goals. Se stasera avessimo segnato tre gol alla fine del primo tempo ci sarebbe stato qualcosa da dire?». Il Napoli, infatti, nel primo tempo ha tirato 12 volte. Ma con una sola partita e con gli xG di un’altra fonte, è un indizio, non una sentenza.

Sei giocatori, e due che non c’erano

De Bruyne (11) ha fatto sette passaggi chiave in 94 minuti, il doppio della sua media (3,3 ogni 90), e ha toccato il pallone 101 volte da regista, più di ogni altro centrocampista del Napoli. Højlund (19), invece, ha toccato 23 palloni e fatto 9 passaggi in 94 minuti, con un solo tiro: avevamo scritto che ne faceva già pochissimi, 14 ogni 90. Politano (21) ha segnato al 1′ e ha fatto il cross del 3-2; Di Lorenzo (22) non è mai stato saltato. Allegri, alla fine, non ha dovuto scegliere tra i due: li ha schierati tutti e due.

Hauge (10) era il dribblatore del Bodø, e stasera ha tentato un solo dribbling, sbagliato; ma ha segnato e ha lanciato Bjørtuft per il legno del 94′. Il duello che avevamo indicato, Hauge contro la destra del Napoli, c’è stato, ma senza dribbling: Hauge è arrivato in area, non ha superato nessuno. Berg (7) ha fatto un solo recupero: il Napoli ha perso 30 palloni nella propria metà e nessuno è costato un tiro. Helmersen (9) ha fatto 9 passaggi in 75 minuti, due tiri e un gol, sulla sua grande occasione: con il Dortmund il 38% dei suoi tocchi era stato seguito da un intervento avversario, qui il 30%.

I due che non avevamo citato sono Fet (19), con due passaggi decisivi e un gol, e Sjøvold (20), che avevamo indicato solo come costruttore e che è in mezzo al 3-2 e al 4-2.

I sei giocatori del pre-match e due che non c’erano: De Bruyne 7 passaggi chiave (3,3 ogni 90′ prima), Højlund 23 tocchi, Di Lorenzo e Politano, Hauge 0 dribbling su 1, Berg 1 recupero, Helmersen un gol, e poi Fet e Sjøvold.
I giocatori del pre-match, e due che non avevamo citato.

Cosa avevamo detto

Le domande del pre-match e i verdetti: quale Bodø (a metà), il Napoli in vantaggio cede il pallone (giusto), il Bodø sotto sale (giusto, ma dopo l’intervallo), il portiere (giusto), le ripartenze (al contrario), la lavagna (sbagliato), i cross (sbagliato nell’esito), la sinistra del Napoli (sbagliato), le tre zone della lavagna (a metà), i cambi (giusto).
Le domande del pre-match, una per una.

Il bilancio è misto: quattro letture giuste, due a metà, una ribaltata, tre sbagliate.

Avevamo letto bene il copione dopo il primo gol, il legame tra pressing e lanci del portiere e i tempi dei cambi. Abbiamo sbagliato la lavagna (4-3-3, non 3-4-2-1), il lato debole (la destra del Napoli, non la sinistra) e i cross; delle tre zone della lavagna ha retto solo la destra del Napoli, tre contro tre. E il punto che sembrava più solido, le ripartenze, non si è visto sul Napoli: sono state quelle del Napoli a pesare. La domanda iniziale, quale Bodø, aveva una risposta più semplice di quella che pensavamo: tutti e due, uno per tempo, e a scegliere è stato il Napoli.

Alto per un tempo, basso per l’altro

Allegri ha detto che la fragilità «non è fisica»: «Quando siamo vicini all’area, la palla passa troppo facilmente». I tre gol subiti arrivano in tre momenti diversi, con il Napoli alto (il 27′) e con il Napoli basso (il 62′ e il 94′), e sempre su un pallone che passa tra le linee o su una seconda palla. È la lettura più utile per sabato, quando in campionato c’è la Roma: il problema non è quanto si abbassa il Napoli, ma quanto spazio lascia tra una linea e l’altra quando lo fa.

Il Napoli ha vinto con una squadra alta per un tempo e bassa per l’altro, e il Bodø è stato due squadre di conseguenza: i tre gol subiti, arrivati in tutte e due le versioni, dicono che il problema non è l’altezza del blocco ma i palloni che passano tra le linee.

Prima della partita

Il pre-match, riletto con i dati.

Le notizie della vigilia, la lavagna, i sei giocatori e i cinque segnali: il pre-match resta online.

Rileggi il pre-match Torna al Lab