Villarreal–Napoli è finita 3-1. Nel pre-match avevamo scritto che il punto debole della partita era la palla persa e che a pagarla di più sarebbe stato il Villarreal.
È successo il contrario. Tutti e tre i gol del Villarreal sono nati da una palla persa dal Napoli nella propria metà campo.
Tre gol, tre errori
Il primo gol è arrivato al 22′. Il Napoli aveva appena recuperato palla e Politano ha provato un passaggio all’indietro verso la propria area. Mikautadze l’ha intercettato e ha tirato subito: gol, tre secondi dopo l’errore.
Il secondo, al 25′, è nato mentre il Napoli provava a uscire dal basso. Tanti passaggi corti tra Rafa Marín, Rrahmani e McTominay, poi un passaggio di Marín dalla fascia verso il centro che è finito al Villarreal. Dieci secondi dopo Mouriño ha tirato da lontano, quasi da 30 metri, e ha segnato.
In nessuno dei due casi c’era un Villarreal che pressava forte: nel primo tempo ha lasciato fare molti passaggi prima di intervenire. Per questo i due errori sembrano più figli di una scelta di passaggio che di una pressione continua.
Il terzo, all’85′, lo raccontiamo più avanti. Anche lui nasce da un lancio lungo perso dal Napoli.
La partita, però, non si riduce a questo. Il Napoli ha fatto anche molte cose bene.
Un inizio promettente
Al 7′ il Napoli era già in vantaggio, su un corner giocato corto: De Bruyne per Di Lorenzo, di nuovo a De Bruyne, poi Gilmour. Il suo cross è arrivato a Rrahmani, che ha colpito di testa: il portiere ha deviato sulla traversa e sulla ribattuta Rrahmani ha segnato.
Al 21′ è arrivato il secondo legno, di Højlund, che ha preso l’incrocio dei pali da pochi metri. Un minuto dopo c’è stato il pareggio. In 22 minuti il Napoli aveva tirato quattro volte, sempre da dentro l’area, e aveva già colpito due legni.
Il paradosso del pallone
Nel pre-match ci eravamo chiesti quale Villarreal si sarebbe presentato, quello alto delle partite in casa o quello prudente di Madrid. Ha scelto la seconda strada: ha pressato poco, soprattutto nel primo tempo, e nella ripresa si è abbassato ancora. Il Napoli ha difeso più in alto e ha pressato di più.
Il pallone ha cambiato mano tre volte. Il Villarreal ne ha avuto di più nei primi 20 minuti, il Napoli tra il 20′ e l’intervallo, il Villarreal di nuovo nella ripresa.
Ed ecco il paradosso: il Napoli ha preso i due gol proprio nell’unico tratto in cui aveva più pallone. Quando lo controlli, ogni uscita dal basso sbagliata diventa un regalo.
Davanti a un Villarreal basso, il Napoli ha cercato la strada del cross: 18 contro i 6 degli spagnoli. Ma ne ha trovati solo uno su tre, e soltanto tre hanno prodotto un tiro.
Il Napoli, in generale, è uscito bene dal basso: ha perso 10 costruzioni su 22, contro le 17 su 22 del Villarreal. Il Villarreal ha perso più costruzioni che in qualsiasi altra partita analizzata. Ma da questo punto debole il Napoli ha ricavato poco: i suoi recuperi sono finiti in tiro in pochi casi e mai in un gol.
Giovane c’era, e giocava dall’inizio
Nel pre-match, sulla base della stampa del 12 ottobre, avevamo scritto che Giovane non era nella lista UEFA. Era vero fino a lunedì pomeriggio. Quel giorno il Napoli ha cambiato la lista e ha inserito Giovane al posto di Costantino Favasuli.
Favasuli si era fatto male con l’Italia Under 21 il 1° ottobre: lesione di secondo grado del retto femorale della coscia destra, fuori fino a novembre, come ha scritto il Corriere dello Sport. Il regolamento UEFA permette di sostituire un giocatore con un infortunio di lunga durata fino alla sesta giornata della fase campionato. Quando Favasuli sarà recuperato potrà tornare in lista, e a quel punto Giovane uscirà: secondo il Corriere dello Sport il Napoli dovrebbe reinserirlo prima della trasferta di Manchester.
Giovane ha giocato titolare, dietro Højlund, accanto a De Bruyne. Non era l’unica cosa che avevamo letto diversamente: in mezzo non ha giocato Lobotka, ma McTominay accanto a Gilmour, e McTominay è uscito dopo un’ora, come si diceva alla vigilia. Il Napoli ha giocato con la difesa a tre, Politano e Di Lorenzo sulle fasce, due trequartisti dietro Højlund. Il Villarreal, senza Pépé, con il 4-4-2.
I perni delle due squadre
Il Villarreal è partito da dove l’avevamo descritto nel pre-match: dai difensori centrali. Renato Veiga è stato il giocatore più coinvolto della partita (98 passaggi giocati o ricevuti) e quello con più passaggi in avanti. Con lui Comesaña, Gueye e il terzino Mouriño, che oltre a segnare è stato anche uno dei suoi giocatori più attivi in costruzione.
Nel Napoli il pallone è passato soprattutto da Rrahmani (109 passaggi, il più coinvolto), con De Bruyne, Di Lorenzo e Badiashile tra i giocatori che più spesso hanno portato la palla in avanti. È una squadra che costruisce dietro e prova a far salire il pallone con pazienza: proprio il tipo di partita in cui un errore in uscita fa più male.
Tirare bene non basta
Il Napoli ha tirato quasi sempre da vicino: 10 tiri su 11 da dentro l’area. Il Villarreal, invece, ha tirato molto di più da fuori. Ma ha segnato con tre dei suoi quattro tiri in porta.
L’xG di Sofascore dice la stessa cosa: Napoli 1,70, Villarreal 1,24. Il Napoli ha creato di più, il Villarreal ha segnato di più. È un dato esterno, calcolato con il loro modello, e va letto come un ordine di grandezza.
Più di mezz’ora senza tirare
L’ultimo tiro del Napoli nel primo tempo è di De Bruyne, al 43′. Il successivo è del 76′: oltre mezz’ora senza tirare, mentre il Villarreal ci provava quattro volte, senza segnare.
Il Napoli, in questa fase, ha anche pressato più alto di prima, ma senza trasformarlo in occasioni. Il Villarreal, in vantaggio, si è abbassato ancora.
In questa parte Allegri ha cambiato quasi mezza squadra: Lang, Spinazzola e Neres dopo l’ora di gioco, poi Lobotka e Lucca al 71′, con la difesa passata a quattro. Il Villarreal ha risposto con Oluwaseyi e Freeman al 62′ e con Foyth al 67′.
Il Napoli ha avuto un’ultima fiammata: quattro tiri in sei minuti, tra il 76′ e l’81′, tutti da dentro l’area. Nessuno è entrato.
All’85′ la terza palla persa
Il terzo gol è arrivato quattro minuti dopo l’ultima occasione del Napoli. Badiashile ha recuperato palla vicino alla propria area e l’ha girata a Milinković-Savić, che ha battuto lungo: palla persa.
Da lì il Villarreal ha impiegato 25 secondi. Mouriño ha lanciato lungo sulla fascia, Freeman ha recuperato, poi sono arrivati Foyth, Oluwaseyi e Saliba, e di nuovo Oluwaseyi per il gol. Tre dei giocatori coinvolti erano entrati dalla panchina.
Nel pre-match avevamo scritto che la partita poteva decidersi nell’ultimo quarto d’ora, e che a vincere sarebbe stato chi aveva più energie e cambi migliori. È andata così.
I dati non dicono se il Napoli fosse stanco o in difficoltà di concentrazione: dicono solo che, per la terza volta nella stessa partita, un pallone perso vicino alla propria area è diventato un gol.
Le previsioni giuste e quelle sbagliate
Alcune le avevamo lette bene. Il Villarreal si è presentato nella versione prudente, il punto debole nella costruzione c’era davvero e il finale ha deciso la partita. McTominay ha giocato come previsto: titolare, ma per un’ora.
Altre no. Giovane ha giocato dall’inizio, Lobotka no, e il Villarreal ha attaccato più da sinistra che da destra, con pochissimi cross.
Soprattutto, abbiamo letto il rischio dalla parte sbagliata. Il Villarreal paga le palle perse, la partita lo conferma. Ma questa volta è stato il Napoli a perderle nel posto sbagliato e a pagarle.
Zero punti dopo due giornate
Dopo l’Arsenal, il Napoli resta a zero punti dopo due giornate di Champions. Sul territorio e sulle occasioni non è stato inferiore al Villarreal: più cross, tiri da vicino, due legni. Ma le tre palle perse hanno pesato più di tutto il resto.
Sabato il Napoli va a Venezia in campionato. Il tema da guardare sarà lo stesso: come esce dal basso quando è in vantaggio e dopo un errore.
Il Napoli ha creato di più, ma ha perso tre volte la palla nella propria metà campo e il Villarreal l’ha fatto pagare tre volte.